Le immagini di fine seduta sono utili, ma raccontano soltanto una fase. Per capire davvero un lavoro labbra servono almeno tre riferimenti: situazione iniziale, trattamento appena eseguito e risultato guarito.
Perché il risultato immediato appare diverso?
Appena terminato il trattamento, il contorno e il colore possono apparire più evidenti. La pelle ha appena ricevuto il pigmento e non ha ancora completato l’assestamento.
Per questo un confronto onesto deve indicare quando è stata scattata ogni fotografia. Nel portfolio di Stefania le sequenze BOOP Lips® mostrano proprio questa evoluzione.
Che cosa si valuta una volta guarito?
La fotografia del risultato guarito permette di osservare uniformità del colore, equilibrio del contorno, resa dell’arco di Cupido e armonia rispetto al volto. È anche il momento in cui si può capire se il percorso ha bisogno di essere perfezionato.
BOOP Lips®: che cosa cerca di valorizzare?
BOOP Lips® è la tecnica ideata da Stefania nel 2017. Nei suoi contenuti viene presentata come un lavoro su:
- nuovo contorno labbra;
- arco di Cupido più equilibrato;
- pigmentazione più uniforme della mucosa;
- correzione visiva delle asimmetrie;
- proporzione e armonia delle forme.
Quante sedute servono?
Non c’è una risposta valida per tutti. Stefania documenta casi con una sola seduta e altri in cui il percorso è proseguito con un secondo passaggio o un rinnovo. Punto di partenza, colore desiderato e risposta della pelle cambiano la pianificazione.
Come confrontare correttamente le fotografie?
Controlla che la didascalia dica se il risultato è appena eseguito o guarito. Evita di confrontare due persone diverse come se fossero lo stesso percorso e considera anche luce, distanza e posizione delle labbra.
La domanda più importante resta personale: quale intensità e quale forma sono coerenti con il tuo volto?